lunedì 30 settembre 2013

Il balletto di Napolitano con Monti, Letta e Berlusconi: tassi? Non tassi e se tassi me ne vado

Nel 1994 Monti disse: Non c'è nessun complotto e i mercati internazionali sono spaventati per il buco della finanza, la stessa scusa che poi hanno usato nel 2011, gli hanno solo cambiato nome e lo hanno chiamato spread. Monti nel 1994: "Gli italiani saranno comprensivi".

 Si ! si son suicidati e poi diede questa spiegazione dicendo che erano vittime della crisi  e la  colpa era  di chi l'aveva creata e aggiunse è una conseguenza di chi ci aveva portato fin qui, dimenticandosi che lui nel 1994 c'era ! Poi è stato riscelto e fatto senatore nel   2011 per mettere a posto i conti con la stessa politica economica del 94. Mi chiedo come sia possibile che la politica economica di questa persona non sia cambiata in quasi 20 anni? Che abbia come idea che le tasse sono necessarie ed l'unica cosa che si possa fare? E' questa  la soluzione che vuol dare il presidente Napolitano al popolo italiano con Monti o senza Monti ?E con il governo Letta,  pur sapendo la differenza di visione della politica economica della destra e della sinistra, il PD non poteva avere un atteggiamento più morbido e meno intransigente verso Berlusconi? Non c'è stata una mancanza di diplomazia da parte di Napolitano? Invece di farci assistere al balletto:tasso, non tassare, no io tasso e se tassi me ne vado ecc...
E' il casi di dirlo,il presidente Napolitano non poteva non sapere....
governo Monti 2012
governo Monti 2012, poi son diventati 4000 i suicidi

domenica 29 settembre 2013

Povera Italia, Oriana aveva ragione, sono biliosi, vanitosi e piccini

 È un Paese così diviso, l'Italia. Così fazioso, così avvelenato dalle sue meschinerie tribali! Si odiano anche all'interno dei partiti, in Italia. Non riescono a stare insieme nemmeno quando hanno lo stesso emblema, lo stesso distintivo, perdio! Gelosi, biliosi, vanitosi, piccini, non pensano che ai propri interessi personali. Alla propria carrieruccia, alla propria gloriuccia, alla propria popolarità di periferia. Per i propri interessi personali si fanno i dispetti, si tradiscono, si accusano, si sputtanano...Io sono assolutamente convinta che, se Osama Bin Laden facesse saltare in aria la Torre di Giotto o la Torre di Pisa, l'opposizione darebbe la colpa al governo. E il governo darebbe la colpa all'opposizione.
                                                                  Oriana Fallaci la  rabbia e l'orgoglio.
In Italia siamo tutti sgomenti per la crisi che stiamo vivendo, sono  anni che la casta narcisista sta dando uno spettacolo orrendo, ci hanno fatto diventare spettatori e non protagonisti di una politica fatta da incompetenti e meschini e nel tempo le cose non sono cambiate, Oriana come sempre ci vedeva giusto.Questa gente non ama l'italia, non ha nessun senso del popolo e non è capace di trasmettere nessuna forza e nessuna soluzione per uscire da questa crisi, è talmente ripiegata sui suoi interessi che non molla nemmeno l'osso. ci spolperanno finchè possono.





sabato 28 settembre 2013

il 28 settembre la morte di Giovanni Paolo I il papa che sorridendo disse "Dio è madre" in una epoca difficile.


Oggi il 28 settembre voglio ricordare la morte di papa Giovanni Paolo I nel 1978 . Cioè di  colui che ha aperto la chiesa in ad cammino nuovo e  con grande coraggio e la tenerezza di un padre in una  epoca difficile del nostro paese ebbe il coraggio di affermare: " DIO E' MADRE
     Il  periodo era difficile e vi   era  radicata una  cultura maschilista e patriarcale e  dall'altra  parte nelle strade sfilava la (cosiddetta) rivoluzione e il  terrorismo.E   in tutto questo, vedemmo splendere questo uomo semplice  tenero e  con il suo sorriso  disse queste parole.
                                                                   
                  Noi siamo oggetto                                                                               da parte di Dio
                     di un amore                                                                                       intrasmutabile
                      Dio è papà
                   Più ancora è madre
                                                                     
                                                                                                                                 
 
Fu il primo papa ad adottare il doppio nome e fu anche il primo papa ad abbandonare il plurale maiestatis, definendo se stesso in prima persona e  fu anche  il primo successore di Pietro che abbandonò l'incoronazione e la tiara.Proveniva da famiglia modesta   e nei suoi pochi giorni di pontificato  fu molto attivo nella solidarietà e nell'economia e le sue  intenzioni era di riformare lo IOR. Ci sono state tante ipotesi fantasiose sulla sua morte ma  una inchiesta ha stabilito la morte naturale del pontefice.

Papa Albino Luciani è stato papa per soli 33 giorni,  ha indicato una strada precisa alla chiesa e ai tre papi successivi: Giovanni Paolo II ha aperto la chiesa al mondo, papa Benedetto le ha ridato il senso e significato da grande teologo e papa Francesco, che secondo me è quello  che gli assomiglia di più continua il suo percorso di tenerezza e di abbraccio verso i poveri .

Ringrazio Dio e la chiesa, per questi santi Padri.
                                                                     

venerdì 27 settembre 2013

Sono preoccupata per Carla Bruni al concerto per i malati di Alzheimer si è bloccata perchè non si ricordava la canzone!

Questa notizia è veramente simpatica è riportata dal  Times, Carla Bruni nel bel mezzo di una performance per la raccolta fondi per la malattia di Alzheimer, ha dimenticato le parole del suo più grande successo, per dirla in breve si è scordata la sua canzone più importante. Questo ha suscitato ilarità fra il pubblico.
In breve:
Al concerto di gala  della Parigi Inverno Circo la moglie di Sarko è salita sul palco con la sua bella chitarra si è bloccata   dopo poche note dell'inizio della sua canzone  Quelqu'un m'a dit ( qualcuno mi ha detto)  che l'ha lanciata nel 2002, non si ricordava più le parole

Dopo l'arresto Carlà si è fermata e ha detto che era colpa dell' emozione e poi si è scusata ed ha ricominciato fra gli applausi, ( forse si è ricordata
 cosa le avevano detto?)












Odifreddi e la sua banalità del male nella trasmissione di Rai 3 della De Gregorio

L'ultima l'ho sentita ieri sera nella nuova culla della cultura che ci ripropone Rai 3 con Concita De Gregorio ex direttore dell'Unità.Si è svolta cosi: Concita rilegge a Odifreddi il pezzo di papa Benedetto(http://ilblogdipensierieparole.blogspot.it/2013/09/caro-odifreddi-papa-benedetto-scrive-su.html il testo lo trovate qui)
Su dove il professore secondo il papa ha svicolato sui i    tre temi fondamentali dell'esistenza umana, cioè il senso della libertà, del bene e del male.

Ma cosa ha risposto Odifreddi?  Ecco la grande frase del professore:" Il bene e il male sono valori ed è lo sguardo dell'uomo che decide cosa è bene e cosa è male"

Caspita!Mi son detta si è dimenticato dei valori universali, quelli che valgono per  tutti, per esempio: non rubare, non uccidere, non dire falsa testimonianza ecc..che non li ha inventati l'uomo, ma DIO..

a questo punto mi chiedo, se il bene e il male vengono messi sullo stesso piano come valori ed è lo sguardo dell'uomo  e non la coscienza, cioè l'impressione che mi da la realtà, ogni persona può decidere quali valori scegliere fra i due? Per dirla in breve a questo punto il professore potrà mai dire che Hitler e altri dittatori sanguinari hanno sbagliato?

Potrà mai dire che chi ammazza, ruba, uccide ecc..sbaglia? L'altro giorno passando davanti ad una gioielleria ho visto dei brillanti che mi piacevano tanto e se avessi seguito il valore del mio sguardo...provate ad immaginare cosa avrei potuto fare. La tv di stato fa passare il concetto che è lo sguardo dell'uomo che decide il bene e il male..
e mi fa capire  tante cosette che non mi quadravano  di una certa cultura laica che vuole imporci il suo sguardo.
E mi obbligano pure a pagarla!

giovedì 26 settembre 2013

Barilla:no agli spot con i gay e loro rispondono boicottandolo.

Chissà cosa direbbe oggi Totò di questa storia, ai suoi tempi un piatto di spaghetti lo si mangiava dallo stesso piatto in famiglia ed era un evento " straordinario" oggi ci permettiamo di discutere di immagini e non di contenuto.Alla faccia di chi un piatto di spaghetti a volte è l'unica cosa che si può permettersi Comunque...
Totò miseria e nobiltà
Un bravo a Guido Barilla che ha detto:Niente reclame con coppie omosessuali ed ha avuto il coraggio di affermare  dicendo: noi abbiamo una cultura vagamente differente.
Su twitter e nel web in queste ore è in corso lo sdegno dei gay che sono accorsi per dire a tutti di boicottare i prodotti Barilla e leggendo questa reazione mi chiedo  se  In Italia è ancora possibile avere una cultura differente?
""Se hai gay  piace la nostra pasta e la comunicazione che facciamo mangeranno la nostra pasta, se non piace faranno a meno di mangiarla e ne mangeranno un'altra""
Una perfetta affermazione di un imprenditore che ha deciso la sua linea di marketing e la filosofia della sua azienda privata che è situata in un paese libero e democratico.
"Non farei uno spot con una famiglia omosessuale, ma non per mancanza di rispetto verso gli omosessuali, che hanno il diritto di fare quello che vogliono senza disturbare gli altri, ma perchè non la penso come loro e penso che la famiglia a cui ci rivolgiamo noi è comunque una famiglia classica."
In un momento di crisi come il nostro, boicottare una azienda vuol dire metterla in crisi e nelle aziende ci lavorano le persone, che hanno bisogno di uno stipendio per mettere un piatto di spaghetti in tavola.
Con la filosofia non si mangia..e non si sceglie nemmeno che pasta comprare.
L'Italia oggi ha bisogno di rispetto delle idee e cioè di pace e di solidarietà fra le persone e al mondo gay che è cosi unito e attivo mi chiedo perchè  non usa un po delle sue   energie,  prendendo esempio da chi tutti i giorni cerca di sfamare chi è senza cibo e lo fa senza chiedere cosa pensano.


La cristianofobia corre nel web?

La cristianofobia corre nel web. dopo alcuni anni di osservazioni, mi sono resa conto che esistono gruppi di persone che dedicano tutta la loro giornata a scrivere menzogne contro la chiesa cattolica e attaccano e offendono i cristiani. Queste persone, nei social network postano spesso articoli dell'uaar, difendono Odifreddi e Magherita Hack e si dicono politicamente di sinistra. Ci sono cattolici che subiscono delle vere persecuzioni e attacchi personali.   ammettono di essere "atei" mentre poi accusano Dio di ogni tragedia che accade nel mondo o passano la giornata parlare di Lui e per questo alla fine non si capisce che tipo di ateismo sia il loro. Le domande che mi pongo è: se Dio non esiste di chi parlano? Oppure esiste un progetto economico e politico contro la chiesa?

In Italia in questi giorni si sta approvando le legge contro l'omofobia e mi chiedo perchè nessuno fa nulla contro la cristianofobia che corre nel web?

Ho sempre avuto un dubbio che queste persone vengano pagate  perchè vivono  nei social dalla mattina a notte fonda, compresi i sabati , le domeniche, festivi e ferie comprese?
Usano come scudo le vittime della pedofilia  per attaccare la chiesa e se gli chiediamo se son d'accordo con il partito pedofili olandese o della pedofilia nella società laica, loro che hanno lottato per la libera sessualità o non rispondono o qualcuno dice di si, oppure scappano
.Per attaccare  cercano in ogni giornale del mondo qualsiasi notizia a riguardo e poi la sparano con titoli spesso  falsi o faziosi e cosi le vittime secondo il mio parere vengono usate per seminare odio e non una vera cultura che educa contro questa degenerazione sessuale.
Amano moltissimo i soldi della chiesa e non fanno che parlarne  in modo fazioso, l'uaar ha messo in giro un documento assurdo a proposito e "loro" appena possono lo inseriscono qua e la chiamandolo:
 " i costi della chiesa"  come se la chiesa fosse  un costo e non ricordano mai che si occupa del 90% della solidarietà di questo paese.

 Sono organizzati, viaggiano in coppia e hanno sempre un gruppo di sostegno, l'unica loro missione è l'offesa e la denigrazione e pongono spesso solo delle domande mentre raramente osano una risposta e se gli si chiede "ragioni" sul senso che  danno al bene, al male o agli argomenti che si trattano, sono molto abili nel girare la frittata, o a cercare di portare il discorso sempre e solo contro Dio e la chiesa, per   continuare a testa bassa ad offendere. Il mio consiglio ai cristiani che incontrano queste persone nel web  è di non dar risposte oppure  chiedete  sempre le ragioni di quello che affermano, comunque non dategli troppo tempo, perchè a loro non interessa il dialogo, ma usarvi per scrivere contro..non hanno argomenti, per questo cercano le persone.
 Mi chiedo perchè in Italia se un cattolico scrive o dice una piccola cosa sul tema della omosessualità, immediatamente nel web e nei blog e giornali si scrivono titoli e articoli dove veniamo attaccati e invece nessuno dice nulla o fa nulla contro questa molestia  alla chiesa e ai cattolici nel web ?

 Perchè è permessa la cristianofobia nel web? Perchè gli amministratori dei social li tollerano e non li denunciano per le offese che scrivono contro il papa, la chiesa e i cattolici?.

martedì 24 settembre 2013

Odifreddi chiama papa Raztinger e il papa gli scrive su Repubblica una lettera franca e sincera.

Odifreddi sul suo blog pochi giorni fa ha scritto: " ridateci Ratzinger" e il papa ha accettato questo invito scrivendogli su Repubblica,  (dove Odifreddi pubblica il suo blog) questa splendida lettera piena di spunti e lo ha fatto con  grande tenerezza e franchezza paterna e in cui gli pone una direzione leale e vera .Personalmente sono curiosa di sapere se Odifreddi riuscirà a dare delle risposte sulle questioni fondamentali che il papa gli pone cioè su cosa sono il senso della libertà, del bene e del male per lui e se saprà motivare la sua religione matematica ( come la chiama Benedetto) alla pari del cristianesimo. Perchè la ragione vuol sempre delle risposte, altrimenti che ragione è!
Vedremo...

ll. mo Signor Professore Odifreddi, (...) vorrei ringraziarLa per aver cercato fin nel dettaglio di confrontarsi con il mio libro e così con la mia fede; proprio questo è in gran parte ciò che avevo inteso nel mio discorso alla Curia Romana in occasione del Natale 2009. Devo ringraziare anche per il modo leale in cui ha trattato il mio testo, cercando sinceramente di rendergli giustizia.

Il è, però, in mio giudizio circa il Suo libro nel suo insieme se stesso piuttosto contrastante. Ne ho letto alcune parti con godimento e profitto. In altre parti, invece, mi sono meravigliato di una certa aggressività e dell'avventatezza dell'argomentazione. (...)

Più volte, Ella mi fa notare che la teologia sarebbe fantascienza. A tale riguardo, mi meraviglio che Lei, tuttavia, ritenga il mio libro degno di una discussione così dettagliata. Mi permetta di proporre in merito a tale questione quattro punti:

1. È corretto affermare che "scienza" nel senso più stretto della parola lo è solo la matematica, mentre ho imparato da Lei che anche qui occorrerebbe distinguere ancora tra l'aritmetica e la geometria. In tutte le materie specifiche la scientificità ha ogni volta la propria forma, secondo la particolarità del suo oggetto. L'essenziale è che applichi un metodo verificabile, escluda l'arbitrio e garantisca la razionalità nelle rispettive diverse modalità.

2. Ella dovrebbe per lo meno riconoscere che, nell'ambito storico e in quello del pensiero filosofico, la teologia ha prodotto risultati durevoli.

3. Una funzione importante della teologia è quella di mantenere la religione legata alla ragione e la ragione alla religione. Ambedue le funzioni sono di essenziale importanza per l'umanità. Nel mio dialogo con Habermas ho mostrato che esistono patologie della religione e - non meno pericolose - patologie della ragione. Entrambe hanno bisogno l'una dell'altra, e tenerle continuamente connesse è un importante compito della teologia.

4. La fantascienza esiste, d'altronde, nell'ambito di molte scienze. Ciò che Lei espone sulle teorie circa l'inizio e la fine del mondo in Heisenberg, Schrödinger ecc., lo designerei come fantascienza nel senso buono: sono visioni ed anticipazioni, per giungere ad una vera conoscenza, ma sono, appunto, soltanto immaginazioni con cui cerchiamo di avvicinarci alla realtà. Esiste, del resto, la fantascienza in grande stile proprio anche all'interno della teoria dell'evoluzione. Il gene egoista di Richard Dawkins è un esempio classico di fantascienza. Il grande Jacques Monod ha scritto delle frasi che egli stesso avrà inserito nella sua opera sicuramente solo come fantascienza. Cito: "La comparsa dei Vertebrati tetrapodi... trae proprio origine dal fatto che un pesce primitivo "scelse" di andare ad esplorare la terra, sulla quale era però incapace di spostarsi se non saltellando in modo maldestro e creando così, come conseguenza di una modificazione di comportamento, la pressione selettiva grazie alla quale si sarebbero sviluppati gli arti robusti dei tetrapodi. Tra i discendenti di questo audace esploratore, di questo Magellano dell'evoluzione, alcuni possono correre a una velocità superiore ai 70 chilometri orari..." (citato secondo l'edizione italiana Il caso e la necessità, Milano 2001, pagg. 117 e sgg.). 

In tutte le tematiche discusse finora si tratta di un dialogo serio, per il quale io - come ho già detto ripetutamente  -  sono grato. Le cose stanno diversamente nel capitolo sul sacerdote e sulla morale cattolica, e ancora diversamente nei capitoli su Gesù. costernaQuanto a ciò che Lei dice dell'abuso morale di minorenni da parte di sacerdoti, posso  -  come Lei sa  -  prenderne atto solo con profonda costernazione. soMai ho cercato di mascherare queste cose. Che il potere del male penetri fino a tal punto nel mondo interiore della fede è per noi una sofferenza che, da una parte, dobbiamo sopportare mentre, dall'altra, dobbiamo al tempo stesso, fare tutto il possibile affinché casi del genere non si ripetano. Non è neppure motivo di conforto sapere che, secondo le ricerche dei sociologi, la percentuale dei sacerdoti rei di questi crimini non è più alta di quella presente in altre categorie professionali assimilabili. In ogni caso, non si dovrebbe presentare ostentatamente questa deviazione come se si trattasse di un sudiciume specifico del cattolicesimo.

Se non è lecito tacere sul male nella Chiesa, non si deve però, tacere neppure della grande scia luminosa di bontà e di purezza, che la fede cristiana ha tracciato lungo i secoli. Bisogna ricordare le figure grandi e pure che la fede ha prodotto  -  da Benedetto di Norcia e sua sorella Scolastica, a Francesco e Chiara d'Assisi, a Teresa d'Avila e Giovanni della Croce, ai grandi Santi della carità come Vincenzo dè Paoli e Camillo de Lellis fino a Madre Teresa di Calcutta e alle grandi e nobili figure della Torino dell'Ottocento. È vero anche oggi che la fede spinge molte persone all'amore disinteressato, al servizio per gli altri, alla sincerità e alla giustizia. (...)

Ciò che Lei dice sulla figura di Gesù non è degno del Suo rango scientifico. Se Lei pone la questione come se di Gesù, in fondo, non si sapesse niente e di Lui, come figura storica, nulla fosse accertabile, allora posso soltanto invitarLa in modo deciso a rendersi un po' più competente da un punto di vista storico. Le raccomando per questo soprattutto i quattro volumi che Martin Hengel (esegeta dalla Facoltà teologica protestante di Tübingen) ha pubblicato insieme con Maria Schwemer: è un esempio eccellente di precisione storica e di amplissima informazione storica. Di fronte a questo, ciò che Lei dice su Gesù è un parlare avventato che non dovrebbe ripetere. Che nell'esegesi siano state scritte anche molte cose di scarsa serietà è, purtroppo, un fatto incontestabile. Il seminario americano su Gesù che Lei cita alle pagine 105 e sgg. conferma soltanto un'altra volta ciò che Albert Schweitzer aveva notato riguardo alla Leben-Jesu-Forschung (Ricerca sulla vita di Gesù) e cioè che il cosiddetto "Gesù storico" è per lo più lo specchio delle idee degli autori. Tali forme mal riuscite di lavoro storico, però, non compromettono affatto l'importanza della ricerca storica seria, che ci ha portato a conoscenze vere e sicure circa l'annuncio e la figura di Gesù. 
(...) Inoltre devo respingere con forza la Sua affermazione (pag. 126) secondo cui avrei presentato l'esegesi storico-critica come uno strumento dell'anticristo. Trattando il racconto delle tentazioni di Gesù, ho soltanto ripreso la tesi di Soloviev, secondo cui l'esegesi storico-critica può essere usata anche dall'anticristo - il che è un fatto incontestabile. Al tempo stesso, però, sempre - e in particolare nella premessa al primo volume del mio libro su Gesù di Nazaret - ho chiarito in modo evidente che l'esegesi storico-critica è necessaria per una fede che non propone miti con immagini storiche, ma reclama una storicità vera e perciò deve presentare la realtà storica delle sue affermazioni anche in modo scientifico. Per questo non è neppure corretto che Lei dica che io mi sarei interessato solo della metastoria: tutt'al contrario, tutti i miei sforzi hanno l'obiettivo di mostrare che il Gesù descritto nei Vangeli è anche il reale Gesù storico; che si tratta di storia realmente avvenuta. (...)

Con il 19° capitolo del Suo libro torniamo agli aspetti positivi del Suo dialogo col mio pensiero. (...) Anche se la Sua interpretazione di Gv 1,1 è molto lontana da ciò che l'evangelista intendeva dire, esiste tuttavia una convergenza che è importante. Se Lei, però, vuole sostituire Dio con "La Natura", resta la domanda, chi o che cosa sia questa natura. In nessun luogo Lei la definisce e appare quindi come una divinità irrazionale che non spiega nulla. Vorrei, però, soprattutto far ancora notare che nella Sua religione della matematica tre temi fondamentali dell'esistenza umana restano non considerati: la libertà, l'amore e il male. Mi meraviglio che Lei con un solo cenno liquidi la libertà che pur è stata ed è il valore portante dell'epoca moderna. L'amore, nel Suo libro, non compare e anche sul male non c'è alcuna informazione. Qualunque cosa la neurobiologia dica o non dica sulla libertà, nel dramma reale della nostra storia essa è presente come realtà determinante e deve essere presa in considerazione. Ma la Sua religione matematica non conosce alcuna informazione sul male. Una religione che tralascia queste domande fondamentali resta vuota.

Ill. mo Signor Professore, la mia critica al Suo libro in parte è dura. Ma del dialogo fa parte la franchezza; solo così può crescere la conoscenza. Lei è stato molto franco e così accetterà che anch'io lo sia. In ogni caso, però, valuto molto positivamente il fatto che Lei, attraverso il Suo confrontarsi con la mia Introduzione al cristianesimo, abbia cercato un dialogo così aperto con la fede della Chiesa cattolica e che, nonostante tutti i contrasti, nell'ambito centrale, non manchino del tutto le convergenze.
Con cordiali saluti e ogni buon auspicio per il Suo lavoro.
Da Repubblica il 24 settembre 2013

sabato 21 settembre 2013

Il grande problema della Cina dopo Mao : gli anziani abbandonati dai figli nei villaggi dove il senso della famiglia è stato distrutto.

IL comunismo di Mao ha voluto ridisegnare la società cinese, per rimuovere ogni traccia delle antiche tradizioni e cosi centinaia di milioni cinesi nel 1958, sono stati costretti a lavorare nelle fattorie collettive, perchè la fedeltà a Mao doveva prevalere sui legami familiari
I risultati di questa politica nei villaggi della Cina rurale è che hanno messo i parenti l'uno contro l'altro,
 dove livello economico delle pensioni risultano più basse che in città e gli anziani sono più numerosi di tre volte.In Cina abbiamo una popolazione di 185 milioni di persone che superano i 65 anni e 1 su 4 vive sotto la soglia della povertà e il 40% mostra segni di depressione.
Un recente studio della Peking University del dott Zhai Yaohui, dice che i bambini delle zone rurali trattano male i genitori, dove per secoli la società rurale era di tipo patriarcale e controllava le risorse della famiglia nelle campagne. Ma ora e dopo la politica di Mao il risultato è che i padri hanno perso  il rispetto dei figli oltre  alla
proprietà e il potere.

Decine di turbolenze sociali che son passati dal comunismo radicale al capitalismo rampante
 Hanno distrutto il legame che tenevano insieme le famiglie, in un paese famoso per le sue tradizioni confuciane e famoso per la sua obbedienza filiale.

Il risultato è che milioni di anziani nei villaggi vengono abbandonati in sofferenza , povertà, malattia e depressione e sopratutto dal nuovo benessere cinese. il governo cinese per affrontare  questo grave problema ha deciso da luglio una legge dove permette ai genitori di citare in giudizio i figli se non vengono visitati e sostenuti da loro.

venerdì 20 settembre 2013

L'intervista a papa Francesco: il potere manipola il messaggio, mentre il papa spinge la chiesa ad uscire dagli schemi

A proposito della intervista di papa Francesco e delle sue ultime dichiarazioni  che toccano " i valori non negoziabili" ha detto questo «Non possiamo insistere solo sulle questioni legate ad aborto, matrimonio omosessuale e uso dei metodi contraccettivi. Questo non è possibile. Io non ho parlato molto di queste cose, e questo mi è stato rimproverato. Ma quando se ne parla, bisogna parlarne in un contesto. Il parere della Chiesa, del resto, lo si conosce, e io sono figlio della Chiesa, ma non è necessario parlarne in continuazione». «Gli insegnamenti, tanto dogmatici quanto morali, non sono tutti equivalenti. Una pastorale missionaria non è ossessionata dalla trasmissione disarticolata di una moltitudine di dottrine da imporre con insistenza. L’annuncio di tipo missionario si concentra sull'essenziale  sul necessario, che è anche ciò che appassiona e attira di più, ciò che fa ardere il cuore, come ai discepoli di Emmaus. Dobbiamo quindi trovare un nuovo equilibrio, altrimenti anche l’edificio morale della Chiesa rischia di cadere come un castello di carte, di perdere la freschezza e il profumo del Vangelo. La proposta evangelica deve essere più semplice, profonda, irradiante. È da questa proposta che poi vengono le conseguenze morali».
Testo proveniente dalla pagina http://it.radiovaticana.va/news/2013/09/20/testo_integrale_dellintervista_di_civilt%C3%A0_cattolica_al_papa/it1-730117
del sito Radio Vaticana 


Come hanno riportato alcuni giornali ecco i titoli:

                                                     la Repubblica :          la rivoluzione del vangelo
                                                    il sole 24 ore   :         Apre ai divorziati e alle donne che hanno abortito
                                                     il messaggero :         Papa Francesco apre ai divorziati e alle donne
                                                                                            che hanno abortito: la svolta nella chiesa
                                                     ansa                   :         divorziati, gay e aborto, la svolta di Francesco
                                                      La 7                   :         andare incontro a gay e divorziati

Cosa disse papa Benedetto a proposito dell'aborto:
Operatori di pace sono coloro che amano, difendono e promuovono la vita nella sua integralità

 Via di realizzazione del bene comune e della pace è anzitutto il rispetto per la vita umana, considerata nella molteplicità dei suoi aspetti, a cominciare dal suo concepimento, nel suo svilupparsi, e sino alla sua fine naturale. Veri operatori di pace sono, allora, coloro che amano, difendono e promuovono la vita umana in tutte le sue dimensioni: personale, comunitaria e trascendente. La vita in pienezza è il vertice della pace. Chi vuole la pace non può tollerare attentati e delitti contro la vita.

 Cosa disse papa Benedetto a proposito del matrimonio:



Anche la struttura naturale del matrimonio va riconosciuta e promossa, quale unione fra un uomo e una donna, rispetto ai tentativi di renderla giuridicamente equivalente a forme radicalmente diverse di unione che, in realtà, la danneggiano e contribuiscono alla sua destabilizzazione, oscurando il suo carattere particolare e il suo insostituibile ruolo sociale.


Città del Vaticano, 14 dicembre 2012 (VIS). “Beati gli operatori di pace” è il titolo del Messaggio del Santo Padre per la XLVI Giornata Mondiale della Pace che si celebra ogni anno il 1° gennaio.

Papa Francesco in continuità con Benedetto, vuol spingere la chiesa ad uscire dalle regole, dagli schemi per riscoprire la missione e  ritornare a guardare il centro cioè "CRISTO" . questo è possibile dentro una unità. Per cui spero che i tradizionalisti che sono fermi su alcune regole, escano all'esterno e i progressisti la smettano di amoreggiare con il mondo e le sue ideologie buoniste. Dobbiamo incontrarci nella stessa per portare al mondo Cristo dove nell'incontro con l'uomo,  è possibile fare esperienza della tenerezza della chiesa e della  Misericordia e l  perdono di Dio, per cui  non più cattolici di destra o sinistra,ma cattolici che amano Cristo  e basta.

Non Bergogliani o Ratzingeriani, conservatori o progressisti ma fedeli in una sequela e fiduciosi anche quando non capiamo.
Il papa ci invita a far esperienza come ha detto lui appena arrivato a puzzare di pecora, cioè sconvolgerci con la realtà.

Il cristianesimo è  da sempre,  il luogo che ti dice che Cristo è presente qui e ora, nonostante i tuoi peccati, ed è questa la rivoluzione!

           




giovedì 19 settembre 2013

Flavio Tosi impedisce l'affissione dei manifesti del'uaar, perchè trasmettono un messaggio lesivo contro le religioni

Un Bravo a Flavio Tosi che a Verona ha  ha impedito l'affissione dei manifesti dell'UAAR, l'unione agnostici e razionalisti italiana.

Il motivo? Trasmettono un messaggio “potenzialmente lesivo nei confronti di qualsiasi religione”. 

Ha ragione è offensivo per tutti i credenti.

Il manifesto incriminato, la parola "Dio" con la "D" barrata e la didascalia: "10 milioni di italiani vivono bene senza D. E quando sono discriminati, c'è l'Uaar al loro fianco".

Secondo il sociologo Massimo Introvigne, gli atei-forti in Italia sono solo il 2,4% e se facciamo due conti i 10 milioni di cui parla l'uaar mi vien da pensare che se li è sognati di notte, perche a me risultano meno di 1 milione  se divido la popolazione adulta di questo paese per la somma degli atei forti.
Comunque se dobbiamo sparare delle cifre...lo faccio volentieri :  i soci dell'uaar iscritti che ho trovato nel suo sito sono meno di 4000...
Li moltiplichiamo per 3? Facciamo 12.000, arriviamo a 50.000? Se l'uaar in quasi 30 anni di vita ha raccolto solo 4000 soci ( e ne sta perdendo) dove ha trovato i 10 milioni?
 E poi chiediamoci:
Perchè dicono che  vivono bene senza "D" E POI PARLANO SEMPRE DI DIO? Conosco alcuni di loro che passano la giornata nel web ad offendere i cattolici e a denigrare la chiesa? ( degli islamici non parlano mai ne hanno paura?)
Comunque:
 Con la crisi economica e con tutta la gente che è in difficoltà, la ONLUS -religiosa dell'uaar ( la quale riceve il 5x1000,) spreca il suo denaro per togliere una "D" in cui non crede?.. e ne fa una campagna nazionale spendendo tanti  soldini ? Qualcuno penserà perchè ci metto il becco, loro lo fanno verso la chiesa e cosi ricambio il favore perchè io in Dio ci credo.

Nei loro consuntivi, la  ONLUS - religiosa dell'uaar non ha dichiarato nemmeno 1 centesimo dato in solidarietà,  mentre  ha fatto una  richiesta  dichiarandosi  una religione  per ottenere l' 8x1000, proprio quello che contesta alla chiesa cattolica e secondo me a cui mira con queste iniziative.

Per cui cari poveri e bisognosi, ricordatevi che saranno sempre quelli credono in Dio a non abbandonarvi mai, gli altri quando tolgono la D...pensano solo all' IO.

 Alla fine voglio dare una nota di merito all'uaar perchè  ha cambiato  bus e fermata dalla sua prima campagna dove scriveva che "DIO NON ESISTE" adesso afferma "CHE NON NE ABBIAMO BISOGNO"
e se ci pensiamo bene (infondo) ne ammettono l'esistenza altrimenti perchè ne parlano e perchè dovrebbero sentire un bisogno di qualcosa che non esiste?

mercoledì 18 settembre 2013

allarme:100.000 bambini in Italia sono maltrattati e vittime di abusi

L'indagine è stata resa nota il 17 settembre da Terre des Hommes e Cismai ( coordinamento italiano contro il maltrattamento e l'abuso per l'infanzia).Questa indagine è stata presentata oggi a Roma presso la presidenza del consiglio dei ministri.Da dieci anni  il comitato ONU per la convenzione dei diritti dell'infazia  chiede al nostro paese di dotarsi di un sistema di raccolta  dati per contrastare il maltrattamento ai danni dei bambini.

Questo fenomeno in Italia tocca lo 0,98 della popolazione minorenne e in maggioranza sono femmine ha detto Federica Giannotta responsabile di Terre des Hommes.

allego questi dati presi dal sito del Cismai:

Passando a un’analisi più dettagliata dei casi rilevati di minori maltrattati, troviamo che il 52,51% sono femmine. La trascuratezza materiale e/o affettiva è la tipologia preponderante di maltrattamento (52,7%), seguita da violenza assistita (16,6%), maltrattamento psicologico (12,8%), abuso sessuale (6,7%), patologia delle cure (6,1%) e maltrattamento fisico (4,8%).


San Giovanni Bosco, un grande educatore che ha dedicato la sua vita ai ragazzi diceva che si educa solo amando, perchè i ragazzi se ne accorgano e ne facciano esperienza.

Amare un figlio, essere presente con gioia, accoglierlo con amore, conversare con lui, farlo sentire parte di un progetto, non è questo che abbiamo desiderato noi per primi con i nostri genitori?

Dalì ragazza alla finestra
Mi fa pensare il fatto che ci siano voluti ben 10 anni per raccogliere questi dati nel nostro paese e mi chiedo quanto la famiglia  stia a cuore alla politica e non solo? Non la diamo troppo per scontata e non ci occupiamo troppo poco di essa?
Oppure siamo troppo presi dall' emergenza di sostituire  mamma e papà con genitori 1 o genitore 2 , (emergenza di chi?) o dalle coppie di fatto e intanto nascondiamo sotto il tappeto LA VERA EMERGENZA dove le vittime sono i figli di questo paese?
 Viviamo in un paese dove esiste il femminicidio nel 2013 (siamo quasi a 100 vittime)
e 100.000 mila bambini vengono maltrattati non  è venuto il tempo di farsi delle domande serie sulla famiglia e sui valori che la sostengono?

Una cosa è evidente, che esiste una frattura si allarga sempre di più  fra la realtà e ciò che qualcuno vuol far credere che sia giusto. Ritorniamo a quei valori sani, semplici, reali e buoni su cui "santi" come don Bosco hanno costruito un mondo buono e giusto che è stato  capace di recuperare ciò che rischiava di essere perduto. Ricominciamo a voler bene ai nostri figli e al mondo che ci circonda e che nessuno osi mai più maltrattare un bambino.









lunedì 16 settembre 2013

Oggi esiste ancora il dramma degli amerasiatici i figli dei soldati in Vietnam

Il dramma dei bambini dimenticati figli dei soldati americani in vietnam, di cui l'America ha fatto finta di nulla.
Sono noti come "amerasiatici" e sopportano dure discriminazioni e povertà in Vietnam, perchè suscitano brutti ricordi di un esercito invasore e sopratutto sono il simbolo della vergogna.Il congresso americano nel 1987 gli diede lo status speciale di immigrazione e da allora, più di 21000 si sono trasferiti negli Stati Uniti.

Molti sono ancora in attesa di ricongiungersi ai loro padri americani, ma il governo degli Stati Uniti non aiuta questa causa e il dato che riporta il New York Times è che solo il 5% li ha ritrovati.

Oggi leggiamo sul New York Times storie di figli che cercano il loro padre, di gente che ha bisogno di sapere, di conoscere per esistere e di soldati che nonostante il senso di colpa hanno fatto finta di nulla pur essendo a conoscenza della gravidanza  della loro donna in Vietnam.

Brian Hjort un danese che ha aiutato Mr  Luu e altri vietanamiti a rintracciare i loro padri, dice che gli amerasiatici conservano enormi aspettative per questi incontri perchè desiderano  guarire le loro ferite emotive profonde.Purtroppo la realtà ci mostra  che  tanti veterani della guerra del Vietnam sono  infermi e persone  economicamente disagiate e per questo non possono corrispondere alle aspettative di questi figli ritrovati.

Nel 1961 Kennedy si impegnò a sostenere l'indipendenza del Vietnam del sud, la guerra di fatti finì nel 1975.

Nel 1976 il Sud e il Nord si riunirono nella Nuova Repubblica socialista del Vietnam e Saigon cambiò nome in Ho chi Minh. Il conflitto provocò più di due milioni di morti, tre milioni di feriti e dodici milioni di profughi.

 Oggi tanti figli cercano ancora un padre..figli che sono stati costretti a vivere in povertà, discriminati, dove la colpa dei padri è ricaduta e fatta pagare dai figli.
L'America doveva fare di più  per questi bambini ,si, quella America sempre disposta a salvare il mondo, non avrebbe dovuto lasciare dietro di se delle vittime innocenti.

In nessuna guerra c'è giustizia o salvezza, nessuno può dichiarare che ci sono guerre giuste. La guerra è guerra da qualsiasi parte la si guarda e ci sono e ci saranno sempre delle vittime innocenti.

Mai più guerra!












Il 15 settembre del 2006 ci lasciava Oriana Fallaci una voce preziosa fuori dal coro degli yes man

Ho ammirato Oriana Fallaci mentre era in vita e mi manca la sua intelligenza, la forza della sua ragione e sopratutto un vera giornalista senza peli sulla lingua, di quelle che ti "fanno pensare" che ti scuotono e ti smuovono le domande dentro. Si definiva un'atea-cristiana, perchè come ha detto lei:" ho amato cosi tanto la vita da non potermi definire non cristiana" e ha amato molto papa Benedetto  che alla fine gli ha lasciato la sua preziosa biblioteca in eredità a quel Papa Benedetto che diceva agli atei " comportatevi come se Dio esistesse" cosa c'è di più ragionevole di questo? E Oriana lo aveva capito.

Allego alcuni pezzi delle sue lettere a mons Fisichella, con il quale nasce una bellissima amicizia che l'accompagnerà fino alla fine .
Una amicizia che inizia con una richiesta:

«Vorrei incontrare Ratzinger» 

New York, giugno 2005
Monsignore, (  monFisichella)

Lei mi ha commosso. Naturalmente sapevo bene chi fosse il Rettore della Lateranense, il vescovo che ragiona al di là degli schemi e senza curarsi dei Politically Correct. 
Ma a leggere la Sua intervista al Corriere ho rischiato davvero la lacrimina. Io che non piango mai. E mi sono sentita meno sola come quando leggo uno scrittore che si chiama Joseph Ratzinger...

Scrive  ancora a  mons Fisichella il 2 Maggio 2006

No, io non devo nulla alle sue radioterapie e alle sue chemioterapie. Devo tutto a quella settimana d'estate, a quei due giorni d'inverno, a quel giorno e mezzo di primavera, alle attese interminabili ma consolanti, alle tue parole scritte... Loro mi insultavano, mi perseguitavano, e tu mi consolavi. Loro mi denigravano e tu mi elogiavi. Loro mi ferivano e tu mi guarivi... Ora, dopo avermi aiutato a vivere, mi aiuti a morire... Sai, mi dispiace molto morire. Infatti, me ne vado con molti dispiaceri. Ma il dispiacere più grosso è averti trovato così tardi. E aver passato così poco, troppo poco, tempo con te. Non so nemmeno chi eri, com'eri... Di te so soltanto chi sei oggi. Una persona nella quale mi riconosco completamente, sebbene sia completamente diversa da te...

Forse sono ingrata. Non so accontentarmi e non penso che deve esserci un motivo per cui, come un vaso di fiori che cade dalla finestra, mi sei piombato in testa da ultimo. E il motivo è che tutto succede quando e come deve succedere. In quel "quando" e in quel "come" v'è un disegno misterioso, anzi, una logica da cui non si prescinde. Forse, se il vaso di fiori mi fosse piombato in testa prima, non ti avrei riconosciuto. Non mi sarei riconosciuta in te. Forse il regalo è giunto così tardi, nella sua logica illogicità e col suo einsteiniano rompicapo sulla Relatività del Tempo, proprio per compensarmi d'una vita infelice. (Infelice, sì. Priva di amore, di tenerezza, di affetto. E, in sostanza, di famiglia. Infatti, il mio romanzo interrotto dal maledetto 11 settembre è la ricerca disperata della famiglia). Da un anno sei tu la mia famiglia”.

Qualche mese più tardi, Monsignor Fisichella le sarebbe stato accanto nel momento del trapasso, tenendole la mano come promesso. Racconta: “L’ultima settimana di agosto, poco prima della morte, ho accudito Oriana. Era rimasta sola, abbandonata da tutti. La sofferenza era forte, ma il viso e la voce si erano trasformati. La combattente di un tempo mostrava ormai i tratti della dolcezza, segno della vicinanza dell’Altro, a cui non credeva ma che aspettava di incontrare”.
La sorpresa dopo la morte: Oriana Fallaci lascia la sua biblioteca al Papa, cioè il suo tesoro.

Grazie Oriana per essere stata : una voce preziosa fuori dal coro degli yes man.
E di non esserti mai accontentata.





sabato 14 settembre 2013

Bocassini ammette alcune indagini sono servite ad altro per gli stessi magistrati,per carriere e entrare in politica

Ilda Bocassini ha parlato ieri 13 novembre a Milano in occasione della presentazione del libro "l'onere della toga di Lionello Mancini.

E senti, senti cosa ha detto: "" Ognuno deve fare la sua parte, anche i politici, anche i giornalisti, ma in questi vent'anni LO SBAGLIO DI NOI MAGISTRATI è DI NON AVER MAI FATTO AUTOCRITICA O UNA RIFLESSIONE. La magistratura è sana, MA SERVE UNA RIFORMA". Poi aggiunge " Si è verificato. ed è INACCETTABILE, che  alcune indagini sono servite ad altro per gli stessi magistrati, per carriere e entrare in politica.
   
Certe frasi se le dico io che sono una signora nessuno, va bene, ma se a dirle è un procuratore della Repubblica Italiana come la Bocassini (che ha dedicato anni ad intercettare le "signorine che andavano a casa Berlusconi") mentre (come dice lei) alcune indagini sono state usate ad altro che per gli stessi magistrati per carriere e entrare in politica. A me sembra che sia una affermazione ""Gravissima"" e come cittadina di questo paese mi inquieta e mi fa paura, perchè tutto ciò che attenta alla democrazia  spaventa e mi  porta a  pensare che dietro c'è qualcuno che queste cose le ha permesse e le permette.

Mi piacerebbe capire se Ilda Bocassini ritiene che alcune indagini siano servite per colpire Silvio Berlusconi? Oppure per entrare in politica a Ingroia o Di Pietro?
E cosa ha fatto lei ? E cosa hanno fatto gli altri, visto che non potevano non sapere..????
E chi ha permesso certi comportamenti?

Mi ha colpito questo pezzo che traggo da Repubblica  http://www.repubblica.it/politica/2013/09/14/news/boccassini_chiede_un_autocritica_alle_toghe_certi_pm_usano_la_giustizia_per_altri_scopi-66488896/

Alcuni suoi colleghi si sono sentiti portatori di verità assolute per le loro indagini grazie al "consenso sociale", cosa sbagliatissima, una "patologia", sia per lei, sia per Giuseppe Pignatone, procuratore capo di Roma, seduto al suo fianco. "Io - racconta Boccassini, che dopo trent'anni ha cambiato colore e taglio di capelli, è diventata bionda - durante Tangentopoli, stavo in Sicilia. Noi vivevano in hotel "bunkerizzati", con i sacchi di sabbia, intorno era guerra. E quando arrivavo a Milano, per salutare i colleghi, vedevo le manifestazioni a loro favore, "Forza mani pulite"". E non le piaceva, anzi "ho provato una cosa terribile" quando la folla scandiva i nomi dei magistrati, perché a muoverli "non dev'essere l'approvazione".

Oggi scopriamo che mani pulite è stata condotta da  pretendenti di "verità assolute" e se non ho capito male è stata una "patologia" 

Ma perchè non ci dice chi erano i patologici e dove stavano e chi non li ha fermati? 

Vorrei concludere dicendo che  Sergio Moroni si uccise e un magistrato inquirente sentenziò con parole ignobili : " Si può morire di vergogna" .

Io sono una di quelle che pensa che nessun uomo dovrebbe mai  morire di vergogna e che un magistrato deve sapere che il nostro modello carcerario italiano è garantista, riabilitativo e non giustizialista e aggiungo avere un minimo di umanità e non voglio vivere in un paese dove i magistrati annuiscono alla morte di un uomo.

Ricordiamo che Sergio Moroni, ricevette 2 avvisi di garanzia. Nell'oscurantismo del tempo 2 avvisi di garanzia corrispondevano a gogna mediatica, condanna civile e politica.Non sopportando il dolore scrisse una lettera a Giorgio Napolitano, allora presidente della camera e diceva: 
 “quando la parola è flebile, non resta che il gesto”. Fu l’ultimo, unico modo per far sentire la propria voce e per affermare la propria innocenza.

E di tutte le morti come quelle di Moroni chi pagherà mai?

Oggi abbiamo saputo da due procuratori della Repubblica Italiana che "qualcuno" ha usato di indagini che sono servite ad altri e per gli stessi magistrati..

Questa è l'Italia e speriamo che la riforma della giustizia prima o poi si faccia
e che possiamo essere garantiti di vivere in uno stato dove la giustizia sia giusta e umana e sopratutto "imparziale"

Comunque a noi che siamo dei sig "nessuno" non rimane che continuare a sperare.





venerdì 13 settembre 2013

Un nuovo studio dimostra che:bere latte in gravidanza aiuta i bambini a diventare più alti da adulti

Un nuovo studio suggerisce che la quantità di latte che una donna beve durante la gravidanza può influenzare la statura adulta dei suoi bambini.

I ricercatori hanno seguito uno studio durato 20 anni su 685 coppie madre-figlio danesi, sul consumo del latte durante la gravidanza e l'altezza dei figli a 20 anni.la lo studio lo trovate qui http://www.nature.com/ejcn/journal/vaop/ncurrent/abs/ejcn2013151a.html

La notizia è riportata dal New York Times di oggi e dice anche che le madri hanno bevuto un latte a basso contenuto di grassi, cioè scremato, ha detto il dott. Thorhadorsson Halldorsson, ricercatore presso il centro per la programmazione fetale alla state Serum Institute di Copenhagen: " il latte alimentare lo fa crescere di peso e lunghezza alla nascita e c'è una possibilità che questo tiene una traccia nell'età adulta.

Un buon bicchiere di latte non fa male a nessuno, per cui care mamme non dimenticatevi di berlo...cosi avrete dei bambini altissimi...


giovedì 12 settembre 2013

Il patron di esselunga Caprotti scrive al Corriere della sera: perché i 2 più grandi operatori nazionali sono politici?

Scrive al Corriere della Sera Bernardo Caprotti e dice come è difficile fare impresa in Italia, aspettiamo dal 1970 una autorizzazione e forse apriremo  a Firenze dopo 43 anni. Una lettera amara la sua di un uomo che pone una domanda sincera e precisa: perchè i due più grandi operatori nazionali sono politici? E io mi chiedo perchè un imprenditore in Italia da una parte si deve scontrare con la politica e dall'altra con la mafia? E' possibile costruire qualcosa in questo paese in modo normale?
Caro direttore,

ho letto il bell’articolo del professor Ricardo Franco Levi sul Suo giornale dell’8 settembre. Non posso che ringraziarvi per le lusinghiere espressioni usate nei riguardi di Esselunga e del sottoscritto. Tuttavia vorrei permettermi un’osservazione. Le tre aziende scelte dall’autore non costituiscono un campione appropriato. Mettere Esselunga—e dunque me— accanto ad Armani e Luxottica è azzardato. Meglio sarebbe stato scegliere Ferrero. Esselunga è una piccola azienda, piccolissima nel suo settore, è solo una multiprovinciale, non ha un centesimo di attività fuori dai confini nazionali. Ove Luxottica, coi suoi centri di produzione in Cina, i suoi 6.000 negozi sparsi nel mondo è un gigante vicino al quale noi non possiamo stare. Del pari Armani, che è un genio a livello mondiale, con investimenti grandiosi anche fuori dal suo campo d’origine. Noi dunque siamo un’azienda di qui, una multiprovinciale che neppure riesce ad insediarsi a Genova o a Modena, per non dire di Roma ove io poco, ma i nostri urbanisti si sono recati forse 2.000 volte in dodici anni nel tentativo di superare ostacoli di ogni genere, per incontrare adesso il niet del nuovo sindaco del quale si può dire soltanto che è un po’ «opinionated».
Noi, diversamente da Luxottica, Ferrero, Pirelli, Squinzi, Bombassei, Calzedonia, siamo un’impresa al 100% italiana (Pirelli, credo, italiana al 17%). E come tale un’impresa che deve difendersi dalla Pa (pubblica amministrazione) in tutte le sue forme e a tutti i suoi fantasiosi livelli ogni giorno che Dio comanda. Tassata al 60%, non più minimamente libera di scegliersi i collaboratori (la signora Fornero ha «garantito» anche i soggetti assunti in prova), Esselunga si trascina. Porta ancora avanti vecchi progetti, cose nelle quali, incredibile dictu, si era impegnata ancora al tempo delle lire. Per realizzare un punto vendita occorrono mediamente da otto a quattordici anni. Ma per Legnano ventiquattro; mentre a Firenze forse apriremo l’anno prossimo un Esselunga di là d’Arno, una iniziativa partita nel 1970! Così, ultimamente, abbiamo cancellato ogni nuovo progetto. Ecco, caro direttore, la pallida risposta di un’azienda che di problemi ne ha troppi, che si avventura ogni giorno in una giungla di norme, regole, controlli, ingiunzioni, termini, divieti che cambiano Uno slalom gigante con le porte che vengono spostate mentre scendi. Un’azienda affondata nelle sabbie mobili italiane. Oberata da un esiziale carico fiscale atto solo a sostenere tutto ciò che nel paese è sovvenzionato. Cioè quasi tutto. Diversamente da Armani e Luxottica che hanno «creato», noi abbiamo soltanto cercato di dare un po’ di eleganza, di efficienza, di carattere ad un mestiere assai umile. A livello internazionale ciò ci è riconosciuto. Ma nel paese non siamo ben accolti. E per soprammercato facciamo un mestiere che nel nostro stranissimo paese è politico. Perché? Perché sono «politici» i due più grandi operatori nazionali. Fuori non riescono neppure a capirlo. Ma sono tante le cose che gli stranieri non possono capire di noi, di un paese che se fosse rimasto libero e normale avrebbe potuto andare chissà dove. Imprenditori straordinari fecero nel dopoguerra aziende straordinarie. Ma gli imprenditori sarebbero poi diventati tutti incapaci, a meno che non se ne fossero andati ad operare altrove. Ma noi non possiamo. Peccato non si possa dire: «hic manebimus optime».
Una lettera di un uomo deluso, che pone una domanda seria, cioè :perché sono politici i due più grandi operatori nazionali?

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