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mercoledì 2 luglio 2014

Gerusalemme: Il Patriarca di Twal :basta con i sacrifici umani


Gerusalemme (Agenzia Fides) - “Non è degno di capi politici e religiosi appoggiare, alimentare, fomentare la vendetta. La vendetta chiama vendetta, il sangue chiama sangue. E i ragazzi innocenti uccisi, tutti i ragazzi uccisi, sono come vittime sacrificate sugli altari diabolici dell'odio. Preghiamo per i genitori e i familiari di tutti questi giovani sacrificati, rapiti e uccisi”. Con queste parole il Patriarca di Gerusalemme dei latini, Fouad Twal, esprime il proprio sconcerto davanti alla notizia del sedicenne palestinese Mohammad Abu Khdeir, del campo profughi di Shuffat, il cui cadavere bruciato e con segni di violenza è stato trovato questa mattina dalla polizia israeliana in una zona boscosa di Gerusalemme, dopo che la famiglia aveva denunciato il suo rapimento. 

Un omicidio mirato che fa pensare a una vendetta, dopo il sequestro e l'uccisione dei tre ragazzi ebrei scomparsi il 12 giugno in Cisgiordania e trovati uccisi il 30 giugno nei pressi di Hebron. “La visita di Papa Francesco in Terra Santa e poi l'incontro di preghiera svoltosi in Vaticano”, sottolinea il Patriarca, “avevano alimentato tante felici speranze di pace. Adesso, con il sacrificio dei giovani innocenti, il ciclo della violenza in cui viviamo sembra riaffermare il suo dominio con ferocia ancora maggiore. Sembra quasi una reazione per soffocare sul nascere le speranze che si erano destate. Per questo occorre continuare a pregare, per chiedere il miracolo della pace. Riconoscendo che l'odio e il rancore fanno male a tutti. Mentre la pace e il perdono fanno bene a tutti”. 

Nella serata di martedì 1° luglio, centinaia di coloni estremisti israeliani hanno attraversato il centro di Gerusalemme e si sono lanciati in una caccia all'arabo durata parecchie ore, esprimendo così la propria rabbia dopo l'uccisione dei tre ragazzi ebrei. Questa mattina, a Beit Hanina e Shuffat, decine di palestinesi si sono scontrati con la polizia israeliana dopo che si era diffusa la notizia del ritrovamento del cadavere di Mohammad Abu Khdeir. A giugno, durante le operazioni di ricerca dei tre ragazzi ebrei rapiti condotte dall'esercito israeliano, erano già stati uccisi 5 palestinesi. 
“C'è un popolo che vive da anni nel lutto” dichiara all'Agenzia Fides il Patriarca Twal, “e occorre liberarsi dalla logica perversa di chi fa discriminazioni tra le vittime innocenti di una parte e dell'altra, e crede che il proprio dolore possa essere alleviato dal dolore altrui. Solo il perdono chiama il perdono”. (GV) (Agenzia Fides 2/7/2014).

lunedì 30 giugno 2014

Hillary Clinton risponde sui bambini che emigrano dal Messico: vanno rimandati a casa.


I vescovi Usa pochi giorni fa hanno lanciato un appello: " Gli Stati Uniti devono tutelare i minori che viaggiano da soli." L'appello è stato lanciato per fermare la tratta dei bambini che attraversano il dal confine dal Messico agli Usa. Sono 60 mila minori tra i 9 e i 17 anni che rischiano di finire nella rete della criminalità organizzata".

Questi bambini nel loro viaggio tra Guatemala e Messico, subiscono ogni tipo di abuso, come lo sfruttamento del lavoro e abusi sessuali.Ricordiamoci che: " Se un bambino decide di partire, vuol dire che quello che lascia alle spalle è molto peggio di quello che deve affrontare".
La proposta dei vescovi è quella di formare un corridoio umanitario e poi creare un dialogo con i vari governi per  trovare una soluzione politica e umana a questa emergenza che pare non abbia fine.

La risposta del governo americano tramite la Clinton:


Hillary Clinton, ha preso una posizione netta sull'immigrazione dei minori che sono 90.000 in questo anno e 142.000 l'anno prossimo e che potrebbero essere arrestati .Ha anche ammesso che Obama è sotto pressione, per facilitare questa deportazione e che bisogna proseguire con la legge attuale, ma la sua risposta è stata chiara: " I numeri stanno aumentando drammaticamente: Il motivo principale  che sta accadendo è la violenza in alcuni di questi paesi dell'America centrale che sta aumentando drammaticamente. Dobbiamo fornire la migliore assistenza di emergenza che siamo in grado di fornire, abbiamo bambini di cinque e sei anni che sono venuti dall'America centrale....."
"Dovrebbero essere rimandati non appena  riusciamo a determinare che hanno adulti responsabili nelle loro famiglie. Ci sono preoccupazioni sul fatto che tutti possono essere inviati indietro....Ma noi dobbiamo mandare un messaggio chiaro: non basta che un bambino sia immigrato che questo gli dia il diritto di rimanere: Noi non vogliamo mandare un messaggio contrario alle nostre leggi che incoraggi più figli a fare un viaggio pericoloso"
 La Clinton, da una parte ammette che c'è una situazione difficile nei paesi di origine di questi bambini, che li obbliga a fare un viaggio pericoloso e dall'altra difende le sue frontiere non incoraggiando l'emigrazione.
In sintesi, li rimanda indietro.
Trovate l'articolo originale qui:Hillary: i minori che attraversano le frontiere devono essere mandati a casa

Pubblicato da libera, diritti riservati.

domenica 6 aprile 2014

Spagna: Saragozza dedica una piazza al sacerdote che ha assistito a 1700 fucilazioni

 Gumersindo Estella  frate cappuccino   (1880 1974) in questi giorni   gli hanno  dedicato una piazza a Saragozza (Spagna) riconoscimento avvenuto a 75 anni dalla guerra civile e con l'accordo unanime del consiglio comunale e del suo sindaco di Saragozza.


Padre Estella Gumersindo
Fu cappellano del carcere di Torrero dal 1936 al 1942 e  accompagnò i camion delle 1700  vittime dal carcere, al muro della fucilazione dando loro assistenza spirituale e l'estrema unzione prima del colpo di grazia  .Scriveva nel suo diario che nessuno poteva assistere alle esecuzioni, era solo ad accompagnarli, solo in quelle albe sconsolate dove il plotone scortava le sue vittime, solo a consolare quegli uomini e quelle donne solo come si capisce dalle sue  parole: " ... come è triste! Sessanta o settanta passi amari per i detenuti ,  infelici tutti,  sono dentro il loro  piccolo cuore. (...) Don Tregidio gridò: «Viva Dio e il socialismo". Ancora una volta, il comandante gridò: "Fuoco!" E ho sentito la scossa fatale. Otto proiettili pieni nel corpo di ogni detenuto. E poi  caddero a terra. (...) E andai a dare loro una unzione santa e l'assoluzione e a recitare il canto funebre. Erano le sei del mattino. Entrambi i corpi erano in una pozza di sangue che innaffiavano  le viti che erano in grande quantità e si mescolavano con la rugiada. Un tenente diede loro due colpi di pistola alla testa. Il dottore venne a vedere se erano morti. E la Confraternita del Sangue di Cristo, li  dispose  sulle barelle  per portarli  al deposito riservato del  cimitero ."


 Furono 3543  i repubblicani fucilati al muro dalle prime ore del 19 luglio 1936  al 20 agosto del 1946.Don Estella ne ha assistiti 1700 e ha lasciato un diario che è stato pubblicato , dove racconta la sua sofferenza e la sua missione.

Padre Estella pensava " :La dignità umana è fondata sulla filiazione divina comune. Siamo tutti figli di Dio."

E per questo è stato il tramite con cui Gesù ha voluto portare la sua ultima carezza ai detenuti, nessun uomo senza la compagnia di Gesù avrebbe potuto sopportare tanto dolore e sofferenza.

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